Fornitori e Compliance: come integrare GDPR, NIS2 e DORA nel modello di sicurezza aziendale
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Fornitori e Compliance: come integrarli nel modello di sicurezza delle aziende

Immagine di una catena metallica robusta, composta da anelli intrecciati su cui sono incise le parole "NIS2" e "Supply Chain". La catena brilla leggermente di blu su sfondo scuro, richiamando il tema della sicurezza informatica

Fornitori e Compliance: come integrarli nel modello di sicurezza delle aziende

Capire i requisiti del GDPR, della Direttiva NIS 2 e del Regolamento DORA è fondamentale per tutte le organizzazioni che operano nell’UE, soprattutto per quelle soggette a più di una normativa. Integrare questi obblighi nei rapporti con i fornitori non è solo una buona pratica, ma una necessità per garantire continuità, sicurezza e conformità alle normative.


GDPR: il responsabile del trattamento sotto controllo

Il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) impone ai titolari del trattamento di selezionare fornitori (responsabili del trattamento) che offrano garanzie sufficienti in termini di misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere i dati personali.

– Art. 28: il titolare deve stipulare un contratto che vincoli giuridicamente il responsabile del trattamento, definendo in modo chiaro le istruzioni, le misure di sicurezza e i poteri di controllo (inclusi audit).

– Art. 32: obbligo di garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio.

– Art. 33: obbligo per il titolare di notificare le violazioni all’autorità di controllo entro 72 ore. I fornitori, a loro volta, devono informare senza ingiustificato ritardo il Titolare , dopo essere venuti a conoscenza della violazione.


NIS 2: sicurezza lungo tutta la catena

La Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS 2) impone obblighi più ampi rispetto alla precedente NIS, includendo nuovi settori critici e richiedendo maggiore attenzione alla catena di fornitura.

– Art. 21: obbligo per i soggetti essenziali e importanti di adottare misure tecniche, operative e organizzative adeguate per gestire i rischi informatici, incluse quelle legate ai fornitori.

– Art. 23: obbligo di notifica all’autorità competente (in Italia, ACN) entro 24 ore dal momento in cui si è a conoscenza di un incidente con impatto significativo, con aggiornamento entro 72 ore e relazione finale entro un mese.

Le principali misure richieste comprendono, tra l’altro: la gestione della supply chain, l’autenticazione a più fattori, il monitoraggio, la risposta agli incidenti e la gestione delle vulnerabilità.


DORA: continuità e resilienza per il settore finanziario

Il Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA) stabilisce un quadro uniforme per la resilienza operativa digitale delle entità finanziarie e impone obblighi stringenti anche ai fornitori di servizi ICT.

– Art. 6 e 9: obblighi generali di gestione del rischio ICT, inclusa la valutazione e il controllo dei fornitori.

– Art. 19-20: obbligo di segnalazione degli incidenti ICT gravi entro 4 ore, aggiornamenti entro 72 ore e relazione finale entro un mese.

– Art. 28-30: requisiti contrattuali minimi per i fornitori ICT critici, inclusa la possibilità di audit, la gestione dei dati e la continuità operativa.

Anche i fornitori devono essere in grado di rilevare, contenere e notificare tempestivamente eventuali incidenti.


Un approccio integrato alla gestione dei fornitori

Nonostante usino terminologie diverse (responsabili – GDPR, fornitori – NIS 2, terzi fornitori di servizi ICT – DORA), tutte le normative richiedono un controllo attivo e documentato dei soggetti esterni.

Un modello di gestione efficace dovrebbe prevedere tre fasi:

  1. Valutazione del rischio: analisi preventiva delle capacità di sicurezza e compliance del fornitore.
  2. Formalizzazione contrattuale: inserimento di obblighi specifici, allineati alle tre normative, nei contratti.
  3. Monitoraggio continuativo: audit regolari, controlli periodici e aggiornamenti formali.

Come agire?

Per integrare efficacemente i fornitori di servizi nel modello di sicurezza aziendale e garantire la compliance con il GDPR, la NIS 2 e il DORA, le organizzazioni devono adottare un approccio strutturato e proattivo. In particolare, devono:

  1. Mappare e classificare i fornitori: Identificare quelli più critici in base ai servizi erogati, alla sensibilità dei dati trattati e all’impatto potenziale su business e sicurezza.
  2. Valutare i rischi: Eseguire assessment approfonditi delle capacità di sicurezza e delle misure di conformità di ogni fornitore, considerando requisiti specifici delle normative.
  3. Formalizzare gli accordi contrattuali: Includere nei contratti clausole specifiche su misure di sicurezza, gestione degli incidenti, audit, continuità operativa e obblighi di notifica.
  4. Monitorare costantemente: Effettuare verifiche regolari, audit e aggiornamenti delle valutazioni di rischio, assicurandosi che le misure siano adeguate e aggiornate.
  5. Formare e sensibilizzare: Coinvolgere i fornitori in programmi di formazione e condivisione delle best practice per rafforzare la cultura della sicurezza lungo tutta la supply chain.

 

Un approccio strutturato, documentato e allineato alle tre normative è la chiave per garantire la resilienza digitale e la compliance in un contesto sempre più interconnesso e regolamentato.


Conclusioni

La gestione dei fornitori non può più essere considerata un’attività secondaria o delegabile. Al contrario, rappresenta un elemento fondamentale e strategico del sistema di sicurezza e compliance di ogni organizzazione. Integrare in modo strutturato i requisiti del GDPR, della NIS 2 e del DORA significa non solo mitigare i rischi, ma anche rafforzare la resilienza digitale dell’azienda, aumentare la capacità di risposta agli incidenti e garantire la continuità operativa in un panorama sempre più complesso e interconnesso. Adottare un approccio integrato e allineato alle normative europee è la chiave per costruire un ecosistema sicuro, conforme e sostenibile.


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